Spegniamo il telefono, riaccendiamo i rapporti

Spegniamo il telefono, riaccendiamo i rapporti

Anche la nostra scuola si prepara ad applicare il divieto di utilizzo dei cellulari in orario scolastico, ecco tutte le informazioni

Aggiornamento: si pubblicano in allegato le disposizioni del Dirigente scolastico e le F.A.Q. in merito alla loro attuazione.

La circolare del Ministero dell’Istruzione e del Merito N. 3392 dello scorso giugno stabilisce, dall’anno scolastico 2025/2026, il divieto di utilizzo degli smartphone e, più in generale, dei dispositivi digitali personali, in orario scolastico. Il divieto riguarda anche gli intervalli, gli spostamenti per raggiungere le palestre, i progetti pomeridiani, le visite didattiche e le assemblee.

Fino ad oggi il nostro regolamento d’istituto consentiva l’uso dei dispositivi personali sia durante le lezioni, con l’autorizzazione dell’insegnante e per finalità legate all’attività didattica, sia durante gli intervalli. A partire dal primo settembre anche la nostra scuola si adeguerà alle nuove disposizioni, pertanto gli smartphone e gli altri dispositivi personali non potranno più essere utilizzati durante tutte le attività della scuola.

In attesa di aggiornare il regolamento d’istituto, saranno a breve emanate le nuove disposizioni del Dirigente scolastico a cui tutti dovranno attenersi. 

Quando vengono utilizzati in maniera compulsiva per controllare notifiche, leggere notizie, scorrere reel e post sui social, i dispositivi diminuiscono la capacità di concentrazione nelle attività che richiedono attenzione prolungata, generano false gratificazioni o ansia immotivata, creano ostacoli nelle relazioni tra le persone.

Cogliamo quindi questa opportunità per dare nuovo tempo e nuova energia ai rapporti con le persone. La scuola è prima di tutto una comunità di relazione, un luogo in cui si impara e si sviluppa la propria identità personale attraverso la socialità. È l’occasione di riscoprire il valore della presenza, degli sguardi, delle parole dette guardandosi negli occhi. È la scelta di prenderci cura del nostro tempo e di come lo abitiamo insieme. 

Quante volte, mentre tutto attorno accadeva, noi eravamo altrove, con il pollice che scorreva sullo schermo senza ricordare dopo cosa abbiamo visto? Mettere via lo smartphone a scuola significa restituire profondità a ciò che facciamo: ascoltare davvero, capire meglio, discutere con più energia, costruire opinioni solide. La concentrazione non è solo una dote scolastica: è una life skill, una competenza per la vita. Allenarla ora vuol dire saper scegliere, domani, su cosa valga la pena investire la propria attenzione.

C’è anche un altro aspetto, forse il più importante: le relazioni. La scuola è uno dei pochi luoghi in cui possiamo incontrare ogni giorno persone diverse da noi, farci sorprendere, contraddirci, cambiare idea. Senza schermi di mezzo, le conversazioni diventano più vere: ci accorgiamo delle sfumature, del tono della voce, del silenzio quando serve. Scopriamo che la timidezza si scioglie in un incontro in cortile, che un conflitto si risolve guardandosi negli occhi, che un’amicizia si rinsalda chiacchierando per cinque minuti senza fretta. Sembra poco? È moltissimo. È la trama della nostra comunità.

E poi c’è l’apprendimento. La mente, quando non è dispersa, collega, crea, inventa. Senza la tentazione continua di “solo un secondo”, i laboratori diventano più coinvolgenti, i testi più interessanti, le spiegazioni più chiare. Anche gli errori, liberi dall’ansia del confronto istantaneo con gli altri, diventano un terreno fertile: si prova, si sbaglia, si riprova, si cresce. Il sapere ha bisogno di tempo e di quiete: regalarglieli è un atto di maturità.

Qualcuno dirà: “Ma il mondo è digitale!”. Vero. E proprio per questo è importante imparare a governare la tecnologia, non a esserne governati. Il divieto a scuola non è un rifiuto del digitale, ma un allenamento all’uso consapevole. Fuori dall’orario scolastico continueremo a usare le nostre app, ma dentro queste ore scegliamo di potenziare ciò che nessun algoritmo può darci: la capacità di pensare in profondità, di ascoltare l’altro, di lavorare insieme su un obiettivo comune.

Facciamo allora un patto semplice: per queste ore, ci scegliamo. Scegliamo un dialogo in più, una domanda in più, una mano alzata in più. Scegliamo di imparare a stare scomodi senza la “fuga” dello schermo, di annoiarci quel tanto che basta perché dalla noia nasca la creatività. Scegliamo di rispettare gli spazi di tutti: l’attenzione è un bene condiviso.

Tra un paio di mesi, proviamo a chiederci cosa è cambiato: forse scopriremo che ascoltiamo meglio, ricordiamo di più, ridiamo più spesso. Forse no, ma avremo sperimentato che la libertà non è fare tutto sempre, ma saper scegliere ciò che ci fa crescere, e che la vera disciplina è saper scegliere tra ciò che vogliamo sul momento e ciò che desideriamo di più. E oggi, insieme, scegliamo di crescere.

Pubblicato - Revisione venerdì 12.12.2025, ore 19:52 - Visualizzazioni: 633

Eccetto dove diversamente specificato, questo articolo è stato rilasciato sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Italia.