Viaggio della memoria

IL VIAGGIO DELLA MEMORIA

fra Croazia e Bosnia il lungo racconto dei massacri del XX secolo

Vivere la cittadinanza

Per gli studenti del Liceo si è concluso il viaggio della memoria nei Paesi della penisola Balcanica alla scoperta degli effetti devastanti dei nazionalismi del XX secolo.

Il progetto “Memoria e Impegno” ha previsto l’organizzazione di un viaggio in Croazia e uno in Bosnia Erzegovina, luoghi simbolo dei principali conflitti che hanno insanguinato il secolo scorso, dalla I e II guerra mondiale, alle guerre degli anni ’90, e alla dissoluzione della Jugoslavia.

Il progetto è stato proposto dall'associazione Tenda per la Pace e i Diritti nell'ambito del più vasto progetto Eurhope cui la scuola aveva aderito. La responsabile dell'associazione, dott.ssa Dalia Vesnic, ha collaborato con la referente e tutor scolastica, prof.ssa Cristiana Lubini, alla realizzazione dei progetti formativi che hanno permesso di inserire l’esperienza nell'alternanza scuola lavoro prevista dall’ordinamento ministeriale.

Il programma di entrambi i viaggi è consistito in un calendario di incontri con persone che con i loro racconti ed esperienze di vita hanno sollecitato i partecipanti a riportare lo stesso impegno anche nei territori dove vivono.

Gli studenti hanno raccolto immagini e testimonianze per la produzione di materiale divulgativo di vario genere da proporre nel corso di incontri con altri studenti o sul territorio.

Il viaggio in Bosnia

I ragazzi sono stati accompagnati, oltre che dai docenti, anche da due educatori, che hanno svolto il compito di mediatori culturali, per introdurre i due gruppi nel “vissuto” del territorio e favorire l’incontro con le realtà associative locali.

Dal 20 al 25 aprile 2018 8 studenti sono stati in Bosnia, sui luoghi della guerra degli anni '90. Tappe principali: Sarajevo e Srebrenica dove hanno incontrato persone ed associazioni che dalla fine della guerra lavorano per la ricostruzione del tessuto sociale ed economico del Paese. Particolarmente significativo è apparso l’incontro con il generale Jovan Divjak che durante l'Assedio di Sarajevo e durante tutto il corso della guerra, nonostante le sue origini serbe, si è apertamente schierato a difesa di Sarajevo e della Bosnia-Erzegovina contro le truppe di aggressione serbe desiderose di impedire la creazione di uno stato bosniaco multietnico ed indipendente. Divjak ha fondato dopo la guerra l’associazione OGBH, Obrazovanje Gradi BiH ("L'istruzione costruisce la Bosnia"), i cui principali obiettivi riguardano l'aiuto agli orfani di guerra, ma anche l'aumento dell'istruzione in Bosnia ed Erzegovina, soprattutto fra la popolazione più povera del Paese, alla quale offre anche supporto finanziario e materiale.

A Bratunac e Srebrenica gli studenti hanno potuto conoscere la realtà della Cooperativa insieme, Frutti di Pace, dove lavorano soprattutto donne di tutte le etnie bosniache nella produzione di conserve di frutti rossi, che coltivano e lavorano.

Il viaggio in Croazia

Dal 19 al 22 ottobre 2018 altri 22 studenti sono partiti per la vicina Croazia.

Il programma molto intenso li ha portati in visita al memoriale di Bogdan Bogdanovic (1968) presso Jasenovac, al confine con la Bosnia. Campo di concentramento e di lavori forzati gestito dagli ustascia, alleati dei nazi fascisti durante l'occupazione della Yugoslavia dal 1941 al 1945. Più di 80.000 morti fra Ebrei, Rom e Serbi.

Quindi gli studenti hanno incontrato a Zagabria le associazioni Dokumenta, Centro studi per la Pace e Are You Serious?, attive nella documentazione della memoria e nella difesa dei diritti umani. È stata quindi la volta del memoriale nel cimitero di Kampor, campo di concentramento fascista sull'isola di Arbe. Nell'ultimo giorno di viaggio gli studenti hanno visitato a Rijeka il Palazzo Modello, sede della Comunità italiana, dove hanno incontrato Giacomo Scotti. Ultima tappa infine a Lipa, piccolo paese al confine tra Croazia e Slovenia, dove il 30 aprile 1944 i nazisti sterminarono 269 civili su una comunità di 450 persone.

Perché un viaggio della memoria?

Nel corso di entrambi i viaggi gli studenti hanno potuto anche ascoltare le testimonianze di giovani che hanno scelto di impegnarsi a tutela dei diritti umani, contro tutti i nazionalismi e le discriminazioni, oltre i confini e i nuovi muri.


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