Il credito scolastico, assegnato nello scrutinio finale delle classi del secondo Biennio e della classe quinta, fa riferimento in primo luogo alla media dei voti di profitto, in cui si tiene conto anche del voto di comportamento.

Secondo la norma, D.M. 16 dicembre 2009, n.99, i punteggi sono così attribuiti:

Media dei voti

Classe TERZA

Classe QUARTA

Classe QUINTA

M = 6

3-4

3-4

4-5

6 < M ≤ 7

4-5

4-5

5-6

7 < M ≤ 8

5-6

5-6

6-7

8 < M ≤ 9

6-7

6-7

7-8

9 < M ≤ 10

7-8

7-8

8-9

 

“M” rappresenta la media dei voti conseguita in sede di scrutinio finale dell'anno scolastico interessato.

Secondo il DPR del 22 giugno 2009, n. 122, per essere ammessi alla classe successiva e all’Esame di Stato, nessun voto, compreso quello di comportamento, può essere inferiore a sei decimi.

Gli altri elementi che concorrono a determinare il credito scolastico sono:

  1. l’assiduità della frequenza scolastica
  2. l’interesse e l’impegno nella partecipazione al dialogo educativo (tenendo conto anche del giudizio formulato dal docente riguardo l’interesse con il quale l’alunno ha seguito l’insegnamento della Religione Cattolica ovvero l’attività alternativa e il profitto che ne ha tratto)
  3. l’interesse e l’impegno nella partecipazione alle attività complementari e integrative, organizzate o promosse dalla scuola, i cui criteri di valutazione vengono deliberati ogni anno dal Collegio dei docenti
  4. i crediti formativi (extrascolastici), la cui documentazione va consegnata alla segreteria della scuola entro il 15 maggio.

In particolare i crediti formativi, valutati dal Consiglio di classe, certificano competenze derivate da esperienze formative nel campo delle attività culturali, artistiche, ricreative, ambientali, sportive, di volontariato e solidarietà. Le attività devono essere qualitativamente rilevanti, coerenti con gli obiettivi della scuola e integrative rispetto ai programmi scolastici.

Per quanto riguarda le classi terze, la valutazione si può riferire anche ad esperienze acquisite nel corso del primo Biennio.

La durata delle attività connesse all’esperienza formativa deve consistere in un congruo numero di ore, ad eccezione dei casi di acquisizione di titoli culturali, per i quali risulti la relativa documentazione d'esame, ma non il periodo di applicazione personale allo studio necessario per conseguirla. La partecipazione a tali esperienze non è valutabile quando essa abbia causato frequenti assenze dalla scuola, salvo specifiche deroghe legate a particolari situazioni esaminate dal singolo Consiglio di classe.

La documentazione relativa all'attività, che dà luogo ai crediti formativi, deve comprendere in ogni caso un’attestazione, rilasciata dagli enti, dalle associazioni o dalle istituzioni, presso i quali la/lo studentessa/ente ha realizzato l'esperienza, e deve contenere una sintetica descrizione dell'esperienza stessa. Per i Conservatori sono valide anche le autocertificazioni.

La presenza di tre elementi su quattro, tra quelli precedentemente elencati, consente agli studenti promossi l’attribuzione del punteggio massimo compreso nella banda di oscillazione relativa alla media di profitto.

Per gli studenti con giudizio sospeso a giugno valgono i criteri di cui sopra solo nel caso in cui tutte le prove di verifica accertino l’effettivo e pieno recupero delle carenze riscontrate; non si attribuisce  il punto di credito della fascia superiore agli studenti che, pur promossi, non sono pienamente sufficienti in una o più materie oggetto di verifica.


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