Successo dei nostri studenti al Premio Anglisani di poesia

Martina Riccobon, della classe 2A Scienze Applicate, ha vinto la decima edizione del Premio di poesia intitolato a Gianni Anglisani, con la poesia "Speranze".

L'articolo del Piccolo sulla premiazione (3/6/16) »

X Premio Anglisani, 2016


Speranze

Impetuosi sono i sogni,
come la bora scura.
Meticolosa raccolta di pensieri, illusioni.
Mi risveglio in un soffio di speranze
e ritorno ad essere
una rotella dell'ingranaggio.

Martina Riccobon (I classificata)

VIII Premio Anglisani, 2014

Matteo Comerio, alunno della classe V AS, ha vinto l'ottava edizione del Premio di poesia intitolato a Gianni Anglisani, con la poesia "È l'ora in cui bruciano i simulacri". Matteo aveva già vinto la V edizione e la VII. La cerimonia di premiazione si è tenuta domenica 18 maggio 2014 nella Sala Consiliare di Palazzo Torriani a Gradisca d'Isonzo. Alla poesia "Mare e sensi" di Lara Manzoni della classe 2BLS è stato assegnato il terzo premio, mentre le poesie di altre due studentesse del Liceo "Buonarroti", Lucia Crevatin (2BLS) e Giulia De Corti (5B) hanno ricevuto una segnalazione.


È l'ora in cui bruciano i simulacri

È l’ora in cui bruciano i simulacri,
ma nuovi volti, nuove dita, nuove mani
stagliano nel labbro le tue delle correnti. Ecco
i riflessi delle lacrime dei cieli, stillano
dentro l’anima, negli abissi dei desideri. Ora le linee

trasfigurano in volti capaci di amplessi evanescenti.
Non di meno, noi. Stillano sulla faccia consumata
della chiesa, sulle campane che svegliano le correnti.
La schiuma d’onda ci svela, dipoi. Giunto

il congedo della luce, sola
rimane l’ombra, che m’inghiotte
senza voce senza dio.
Bramo le nebbie, ma tu che vieni
dal mare sai rompere le nuvole
e bruciarne la polvere... Hai dipinto noi,

ora il mare sovverte i tuoi doni
e ricomincia il giuoco degli inseguimenti
tra i frangenti ammalati. Fors’anche la tua,
col passato sole: l’anima mia
nel mare vuole tramontare.

                                              Matteo Comerio (I classificato)

Mare e sensi

Ho conosciuto il mare con tutti i cinque sensi:

Mi ha accarezzato il volto con la sua schiuma effervescente;
mi ha rinfrescato la pelle arsa dal vento e dal sole cocente.

Ho sentito il gusto amaro dell'estate in bocca;
ho sentito il sapore del sale che bruciava la mia gola secca.

Ho ascoltato il mare suonare l'organo di Zara;
ho udito la risacca rompere il silenzio della sera.

Ho avvertito l'odore pungente del mare al mattino ;
ho annusato il suo lieve respiro di iodio marino.

L'ho visto ingoiare lentamente il sole;
l'ho visto sputare il suo raggio verde mentre salutava il giorno che muore.

                                              Lara Manzoni (III classificata)

VII Premio Anglisani, 2013


Tu vecchio amico

Hai svelato il mendicante ai nostri occhi.
Tu vecchio e abbattuto alla porta,
sincero hai fiutato un amore.

La tua coda, a stento arrestata
dal peso degli anni falsari
– le Divine pupille non t’aiutarono –
l’ha svelato, il mendicante, lacrime
agli occhi gli ha mosso.

Coprivi col pelo un sentimento:
celavi un segreto
                             fedele,
l’hai covato dentro finché hai potuto:
Atropo tirò le fila.
Ti spense affanni del respiro.
Ti chiuse gli occhi
                            felice
accanto a chi amavi.

                                              Matteo Comerio

Lontano

Brucia. Lo scrittoio
s’annera quando sale
l’alba. Un sole nuovo
che mi risveglia domande lontane.

Immerso in poche gocce
di sogno, il sonno di nuovo
mi ha quasi rapito.

Lamento d’un cane.
Passi di bambino.

Si ripetono i rumori e i fumi della città.
Forse lontano,
oltre le strade e il cemento,
ancora saranno
vite alienate di uomini.

Il cane scodinzola ora e muove

la coda allegra. Certe sere,
quando senza risposte
o compagni guardo più sotto,
quanto vorrei fosse mia.

                                              Matteo Comerio

V Premio Anglisani, 2011


Lacrime inconsapevoli

Fermo, sulla terra fredda,
a bagnar di lacrime la terra ruvida.
Muto, cancellato, non capisci
né perché né come. Ma lo vedi.

Il rosso si diffonde, ti sfiora, caldo.

Spari e grida in sottofondo, te ne devi
andare...

Così giovane, felicità meriti ma non
hai. Speri, quando il vento ti ruba
anche questo tempo.

Guardi in alto, il cielo sotto cui sei nato,
e ti rendi conto che
non è soltanto azzurro.
Arriva il temporale.

                                              Matteo Comerio

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